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SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

SIAMO QUELLO CHE MANGIAMO

siamo_quello_che_mangiamo_2Noi siamo quello che mangiamo diceva Ludwig Feuerbach (filosofo), ed è proprio così. Molti conoscono bene questa frase, ma realmente pochi o nessuno ne vuole capire bene l’essenza. Se allarghiamo i nostri orizzonti, dobbiamo renderci conto che il ‘noi’ deve riferirsi all’essere umano nella sua interezza e non solo sul corpo fisico. Del resto ci hanno insegnato (volutamente?) che l’uomo è un insieme di corpo, anima e spirito (stando almeno a note religioni) e  ci hanno sempre indotto a pensare dunque che dentro questo corpo fisico vi è una sorta di energia che semplicemente vive in questo corpo (come se fosse una sorta di avatar) e che poco o nulla abbia a che fare con il corpo stesso. Francamente, al momento, noi preferiamo pensare e far finta che questa energia, altro non sia che un emanazione del sistema nervoso e sistema nervoso stesso. Del resto se mai dovessimo fare una ‘impossibile semplificazione’, noi esseri umani semplicemente altro non siamo che un sistema nervoso attaccato ad un sistema digerente. Del resto è noto, e non occorre interpellare religioni o scienze mediche varie, per renderci conto che un essere umano quando ha fame, i suoi pensieri sono rivolti al cibo. A chi non è mai capitato di parlare di cibo un ora prima si pranzo od in prossimità del pranzo? Bene, dopo tutta questa ‘Litania’ di cui sopra, possiamo ben capire come in realtà l’essere umano è realmente ciò che mangia e come il suo pensiero venga modificato dal cibo che lui consuma. L’evoluzione è sinonimo di cambiamento e quindi l’evoluzione dell’essere umano passa, per forza, dalla sua dieta. Non sempre però l’evoluzione può essere positiva, infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gli ospedali sono pieni di gente ammalata, fuori dagli ospedali il mondo è obeso, diabetico, canceroso e fondamentalmente mortale. La malattia viene percepita dagli esseri umani come una cosa normale con la quale conviverci, rassegnarsi o accettarla quando si presenta con le più nefaste intenzioni. Il Prof Veronesi, in un intervista disse: “Se 50 anni fa di cancro si ammalava una persona su 30, oggi è un italiano su 3 e nel prossimo futuro sarà una su 2. Sarà una malattia epidemica. Per affrontare questa che è la più grande sfida che l’umanità si trova di fronte, serve l’alleanza dei mezzi di informazione”. Certamente Veronesi avrà le sue ragioni nel fare la previsione, ma perché spostare poi l’attenzione su “un alleanza dei mezzi di informazione”. Cosa voleva dire? Cosa è successo sui mezzi di informazione da quando ha detto queste cose? Il nulla, anzi. I mezzi di informazione si scannano tra di loro per accaparrarsi odience e spettatori, proponendo pasta al ragù, panini, salumi, formaggi, vini e libagioni di ogni tipo nei vari programmi televisivi. Ormai è un continuo cambio di canali e vedere quale cibo spazzatura stanno cucinando. Siamo quello che mangiamo e dunque se mangiamo male, certamente non staremo bene. Siamo anche un sistema nervoso e questo sistema appartenendo al nostro corpo, si nutre di quello che ci nutriamo. Quindi la nutrizione ottimale è quella da seguire. Sappiamo bene anche che la vita è un divenire ed è tutto un dipendere da qualcosa, non esistono verità assolute, nemmeno sull’alimentazione. Un esempio su tutti? Basta pensare al colesterolo. Popoli che si nutrono quasi esclusivamente di prodotti animali, hanno la più bassa concentrazione di colesterolo “Contrariamente a quanto si pensa, non è il colesterolo introdotto con l’alimentazione ad aumentare la colesterolemia, ma il consumo di alcuni acidi grassi saturi, contenuti negli alimenti, anche se non tutti i grassi saturi agiscono nello stesso modo. I popoli che si nutrono prevalentemente di prodotti animali come gli inuit delle regioni polari o i masai delle steppe africane hanno delle colesterolemie minori di europei o statunitensi.

Il Ministero della Salute tedesco ha voluto conoscere con precisione questo dato per il proprio paese. Lo studio VERA del 1993, ha dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra consumo di colesterolo (latte, panna, uova, burro, grassi animali ecc.) e colesterolemia.[(DE) M. Kohlmeier et al., Verbreitung von klinisch-chemischen Risikofaktoren, Niederkleen, VERA-Schriftenreihe Band VII, 1993.] Il rapporto smentirebbe un’opinione diffusa secondo la quale la causa primaria del colesterolo alto sta nel consumo di alimenti contenenti colesterolo.” Fonte: wikipedia.

 

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