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ANGELICA ARCHANGELICA

ANGELICA ARCHANGELICA: descrizione botanica, storia, curiosità,usi, benefici e fitoterapia

angelica_archangelicaL’angelica archangelica è una pianta biennale o perenne che appartiene alla famiglia delle Apiaceae ed è originaria dell’Europa settentrionale dove viene coltivata ed utilizzata a scopo officinale. E’ molto diffusa nell’Europa orientale mentre in Italia non si ritrova facilmente allo stato spontaneo, solo in alcune zone fresche e soleggiate, in alcune valli degli Appennini e delle Alpi fino a 3.000 metri di altitudine. L’angelica è una pianta perenne che può arrivare anche a due metri di altezza con la caratteristica di un portamento eretto, un fusto ben robusto di colore rossastro dove si presentano delle scanalature. Le foglie sono alterne e dentellate, larghe, di colore verde, provviste di una guaina ampia di un verde chiaro che avvolge lo stelo. I fiori dell’angelica si presentano di un giallo-verdastro disposti ad ombrelle alla sommità degli steli con 20-30 raggi, vellutati alle estremità, mentre i frutti sono di colore marroncino provvisti di due semi con tre costole dorsali ben evidenti.
L’angelica contiene sostanze quali: tannini, cumarine, resine, zuccheri, acidi, flavonoidi, fibre, betasitosterolo, fitoestrogeni, vitamine, sali minerali (ferro, fosforo, magnesio), carotenoidi, etc. Questi principi naturali si ottengono dall’essicazione di tutte le varie parti della pianta, ovvero dalle radici raccolte in autunno, dal fusto raccolto in estate, dalle foglie raccolte in primavera e dai frutti raccolti durante la fioritura.

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L’utilizzo delle virtù naturali e la conoscenza dell’angelica archangelica risalgono a tempi antichi, intorno al 1400-1500. Gli erboristi, in quegli anni la ritenevano utile contro la peste, gli avvelenamenti e veniva conosciuta tramite nomignoli quali “radice dello Spirito Santo” oppure “erba degli Angeli”, a sottolineare i collegamenti clericali tra la pianta, i Santi e la protezione da spiriti ed incantesimi. Non a caso da questi collegamenti deriva il suo nome, “Angelica”, ovvero “pianta dell’Angelo”o “pianta venuta dal cielo”.
Nei secoli scorsi le proprietà della pianta, vennero scoperte dai Monaci Benedettini, che hanno utilizzato l’angelica per le sue proprietà funzionali, che riguarda alcune dinamiche psicofisiologiche dell’individuo.
In fitoterapia la pianta viene usata molto meno rispetto che in passato. Facilita l’espulsione dei gas intestinali, mitiga gli spasmi muscolari e favorisce la traspirazione cutanea. Presenta anche delle proprietà diuretiche ed espettoranti. L’angelica viene anche normidor_bn1consigliata per alleviare i disturbi che riguardano l’apparato respiratorio, come: bronchite, asma, tosse, raffreddore; l’apparato muscolo scheletrico come: disturbi reumatici; l’apparato gastrointestinale, come: meteorismo, flatulenza, dispepsia, crampi intestinali, nausea e vomito; l’apparato urogenitale, come: cistite e disturbi mestruali. Presentando anche un’azione tonica ed essendo una pianta amara, l’angelica viene consigliata a chi avverte un senso di debilitazione generale e anoressia nervosa.
Uno studio del 2005 attribuisce un azione antitumorale  dell’estratto di foglie di Angelica Archangelica. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15796173  In Vivo. 2005 Jan-Feb;19(1):191-4. Antitumour activity of Angelica archangelica leaf extract. Sigurdsson S1, Ogmundsdottir HM, Hallgrimsson J, Gudbjarnason S.).

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La pianta viene anche conosciuta per il suo impiego nel settore dolciario, e costituisce uno degli ingredienti più importanti di liquori e aperitivi.

ANGELICA ARCHANGELICA: dosi consigliate, controindicazioni ed effetti collaterali 

Nella moderna fitoterapia l’angelica archangelica viene utilizzata sotto forma di estratti secchi titolati, in infusi, decotti e tinture madri. Le dosi di assunzione che di norma si consigliano sono pari a: 2-4 grammi di angelica in 150 ml di acqua bollente (infuso), 5 grammi di “droga” officinale in 100 ml di acqua (decotto), 40 gocce di tintura madre per tre volte al giorno.
Può produrre effetti collaterali nei casi in cui il dosaggio è eccessivo come: l’aborto, disturbi gastrici ed iperacidità di stomaco. Viene sconsigliato l’utilizzo in gravidanza ed allattamento. Occorre rendere presente l’azione foto sensibilizzante, per cui durante l’assunzione della pianta è opportuno evitare l’esposizione prolungata al sole o ai raggi UV.

ANGELICA ARCHANGELICA: ricette

L’angelica contiene derivati della cumarina, tannino, resine, acidi aromatici, sostanze dalla caratteristica amara e zuccherina. Il suo aroma è dovuto ad un derivato dell’acido pentadecenoico. Il suo odore risulta molto aromatico e di sapore acre e leggermente detosnel_bn1piccante. Questa pianta viene utilizzata anche in pasticceria e nell’industria dei liquori oltre al fatto che è considerata una panacea, cioè un rimedio per svariati disturbi sopra citati.
Adesso vi mostriamo la ricetta di un ottimo digestivo da prendere a fine pasto, che agevola la digestione durante quei pasti ricchi e interminabili.
Digestivo all’angelica
Ingredienti: 30 gr. di fusti freschi di angelica, ½ litro di grappa, 3 litri di acqua,1 scorza di limone, 200 gr. di zucchero di canna
Preparazione: Tagliate a pezzetti i fusti di angelica e lasciateli macerare per 1 settimana nella grappa, insieme ai pezzetti della scorza di limone. Trascorsa la settimana, fate sobbollire lo zucchero in 3 litri di acqua, lasciate addensare lo sciroppo e unitelo alla grappa che avrete filtrato. Imbottigliate.
Un altra ricetta che vi descriviamo è una ricetta alcolica con l’ingrediente principe, l’angelica:
Grappa all’angelica
Ingredienti: 30 gr. di fusti freschi di angelica, ½ litro di grappa, 1 scorza di limone tagliata a listarelle.
Preparazione: Tagliate a pezzettini i fusti di angelica e lasciateli aloe-sinergia-1_biomacerare per 20-25 giorni nella grappa insieme alla scorza del limone tagliata a listarelle. Trascorso il tempo di macerazione, filtrate e imbottigliate.

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