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ANALISI CLINICHE: Acido sialico

Acido sialico

Cos’è: L’acido sialico è una molecola presente sulla superficie delle cellule epiteliali e degli eritrociti. Svolge diverse funzioni; funge da recettore di membrana (i virus dell’influenza interagiscono con le molecole di acido sialico per infettare le cellule); trattiene le molecole di acqua sulla superficie delle membrane contribuendo al mantenimento della fluidità del muco. L’esame di laboratorio viene effettuato su campioni di sangue e su campioni di urine. Solitamente con i campioni ematici si ricerca una proteina denominata trasferrina deficiente in acido sialico,  presente con alta prevalenza nel siero di alcolisti, probabilmente perchè l’etanolo o i suoi metaboliti interferiscono nel montaggio delle catene glicosidiche della proteina nell’apparato di Golgi, e scompaiono con l’astinenza da alcool avendo un’ emivita di 14 giorni.

L’acido sialico, in diagnostica, viene considerato anche un marker tumorale.

Inoltre, l’esame urinario può fornire indicazioni anche riguardo una malattia autosomica recessiva, denominata malattia da sovraccarico di acido sialico o malattia di Salla e facente parte di un gruppo eterogeneo di malattie da accumulo lisosomiale, presente con una incidenza elevata principalmente in Finlandia e in Svezia. Questa malattia è causata da un difetto del trasportatore di membrana lisosomiale che genera  accumulo e presenza di elevati livelli di acido sialico nelle urine.

Prescrizione esame: L’esame viene suggerito per individuare i materiali prodotti da alcuni tipi di tumore, quali i tumori dell’epitelio, delle ghiandole e di cavità  e canali comunicanti con l’esterno. Può essere prescritto in associazione ad altre indagini diagnostiche per la rilevazione della malattia autosomica recessiva Salla, oppure in tossicologia per individuare il grado di alcolismo di un soggetto.

Valori di riferimento:

Uomo-Donna 59 -79 ng/dL

Valori elevati o fuori norma:

Valori elevati possono riscontrarsi in pazienti affetti da malattia autosomica recessiva sopra citata che può avere conseguenze più o meno gravi a seconda della gravità dell’alterazione funzionale del trasportatore lisosomiale. Un valore elevato può essere presente anche in seguito  ad abuso di alcool e disfunzione epatica o alla presenza di tumori epiteliali, ghiandolari o delle mucose.

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