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GENZIANA (GENTIANA LUTEA L.): descrizione botanica, storia, curiosità, usi, benefici in fitoterapia

GENZIANA ( GENTIANA LUTEA L ): descrizione botanica, storia, curiosità, usi, benefici in fitoterapia

genzianaLa genziana è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Gentianacea e comprende circa 400 specie. Questo genere, la si trova nell’habitat alpino di regioni temperate dell’Europa, dell’America e dell’Asia. Altre tipologie le si trovano in Nuova Zelanda, nell’Australia orientale e nell’Africa nord-occidentale. Alcune specie si trovano anche sulle Alpi e sugli Appennini dell’Italia e fioriscono in estate. Quasi tutte queste specie sono definite “protette”.

Le genziane crescono su terreni neutri e acidi, ben drenati e ricchi di humus. Le si può trovare in luoghi soleggiati o parzialmente e sono utilizzate nei giardini rocciosi. La pianta è alta tra i 50 e i 150 cm e presenta una lunga e robusta radice, di colore giallo, con scorza grigia molto ramificata. Il fusto si presenta cilindrico e robusto. Le foglie, ampie, verdi e ovali, formano una rosetta alla base e si presentano lanceolate ai margini. I fiori sono di un colore azzurro vivo o blu, ma ne esistono anche di colore bianco-avorio, giallo e rosso. La specie che presenta il fiore bianco-avorio è rara ed è Prova Reflunoxfrequente in Nuova Zelanda. L’aspetto dei fiori è simile a quello di un imbuto ed ognuno di essi ha un calice aperto da un lato ed una corona a 5-6 lembi che formano una stella, di color giallo intenso. I frutti sono delle capsule con due valve e contiene molti piccoli semi appiattiti di colore marrone.

La parte utilizzata della genziana che viene raccolta in autunno è la radice. I suoi componenti principali sono: i  glucosidi amari; tra cui amarogentina, genziopicrina e gentiacaulina, la gentisina (sostanza colorante gialla), olio essenziale, mucillagini e alcaloidi.

Il nome genziana molto probabilmente lo si attribuisce a Gentius, re dell’illiria e fu lo scopritore delle sue virtù medicinali nel corso del II secolo a.c. Le sue origini sono antichissime e testimoniano l’utilizzo di questa pianta già in epoca classica. Una leggenda narra che la genziana fu la pianta prescelta per salvare il popolo da una grave carestia. Altri raccontano di cavalieri che furono vittime di incantesimi d’amore, provocate dal fascino che emanava la pianta e dalla bellezza dei suoi fiori. Inoltre, risultava essere una pianta molto 2DIGENESSERE_TT_180X150popolare tra i Romani e si diffuse quando vennero scoperte le sue proprietà curative per disturbi intestinali, soprattutto per combattere i vermi. Plinio il Vecchio affermò nel suo libro di storia naturale, che questa pianta è considerata un valido antidoto al veleno dei serpenti. Nel XIV secolo, la genziana veniva utilizzata per purificare il fegato. In Germania invece, si raccomandava di masticare dei pezzi di genziana per rafforzare il sistema digestivo.

Attualmente, viene utilizzata nel mondo della medicina naturale ma va ricordato che rappresenta anche un ingrediente in cucina per la preparazione di antipasti e amari, come l’Angostura.

Della genziana si utilizza la radice essiccata, che oltre ad avere un caratteristico sapore amarognolo, conferitole dalla genziopicrina, possiede proprietà toniche, diuretiche e antibiotiche. E’ indicata per combattere la febbre, il raffreddore, la tosse per la stimolazione dell’appetito, rinforza il sistema immunitario e favorisce l’espulsione dell’acido urico. A causa della sua radice amara ha un’azione che stimola la secrezione delle ghiandole digestive. Per tale ragione aiuta la lotta contro l’anoressia e agevola la digestione. Risulta essere molto utile in caso di gastrite cronica e in caso di flatulenza. La genziopicrina si è rivelata molto utile per la cura della malaria. In caso di ferite profonde, si riesce a trovare sollievo con un infuso di radice di genziana, dato che aiuta a diffondere il sangue stagnante.

Inoltre, l’infuso di genziana, in cosmesi aiuta a detergere le pelli grasse e lentigginose

In uno studio è stato riportato che la genziana, da sola o inFLOMADOL_180X150 associazione con il rabarbaro, cascara e boldo, somministrata per 28 giorni a 359 pazienti con disturbi moderati o lievi, era superiore al placebo nel ridurre i sintomi dispeptici e nel contrastare la riduzione dell’appetito.

GENZIANA (GENTIANA LUTEA L): dosi consigliate e controindicazioni

La genziana in genere va assunta in polvere, in infuso, in tintura madre e in estratto acquoso. Per quanto riguarda la polvere, si consiglia da 0,5 a 3,0 g per dose, prima dei pasti; per l’infuso se ne consiglia una tazza prima dei pasti: va messo in 1 litro di acqua circa 30 g di radice di genziana tritata, si fa bollire il tutto per alcuni minuti e lasciare in infusione per 8 ore circa. Per la tintura madre si consigliano dalle 40 alle 60 gocce prima dei pasti. Per l’estratto acquoso va consigliata 02-2,0 g in pillole. Un dosaggio elevato potrebbe causare cefalea, disturbi digestivi, nausea e vomito. Il suo utilizzo va sconsigliato in gravidanza, durante il periodo dell’allattamento, in caso d ipertensione e per chi soffre di irritazione e infiammazione alla mucosa gastrica.

GENZIANA (GENTIANA LUTEA L ): curiosità in cucina e ricette

NOFLOSID_180X150Con le dovute precauzioni e accortezze è possibile preparare a casa un amaro digestivo a base di radice di genziana aromatizzato al limone e zenzero. La genziana, come abbiamo già detto, è una pianta “protetta” e vi conviene rivolgervi alle erboristerie per procurarvela. Vi mostriamo adesso la ricetta del digestivo alla genziana:

Ingredienti: 40 gr di radice essiccata di genziana, 1 bottiglia di alcool per liquori a 95°, 1 limone biologico, 1 stecca di cannella, 2 cucchiaini di chiodi di garofano, 1 pezzettino di zenzero, 150 gr di zucchero di canna o stevia q.b. 1 litro di acqua.

Preparazione: In un contenitore mettete a macerare i pezzi di radice di genziana, la scorza del limone che avrete lavato, lo zenzero pelato, la cannella e i chiodi di garofano nell’alcool per 15 giorni al buio, avendo l’accortezza di scuotere il tutto di tanto in tanto. Filtrate il tutto. Fate sciogliere lo zucchero nell’acqua e versate sopra la parte solida del macerato, fate bollire per 20 minuti e filtrate il tutto di nuovo. Aggiungete la soluzione d’acqua zuccherata e il macerato al preparato alcolico e mescolate. Versate in una bottiglia e fate riposare il liquore per almeno un mese prima di berlo. Questo amaro è un digestivo aromatico per il dopo pasto o anche uno stimolatore dell’appetito.

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