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CAMOMILLA MATRICARIA

CAMOMILLA MATRICARIA: descrizione botanica, storia, curiosità, usi, benefici in fitoterapia

camomillaLa camomilla matricaria è una pianta erbacea annuale profumata, appartenente alla famiglia delle Asteraceae. Originaria dell’Asia sudorientale, successivamente diffusa in tutto il mondo; in Italia è comune nei luoghi incolti. Presenta la radice affusolata che sostiene un fusto eretto ed abbastanza ramificato; può arrivare a sfiorare i 50 centimetri di altezza. Le foglie sono di colore verde chiaro, alterne, con segmenti ridotti. I fiori sono portati da lunghi peduncoli, riuniti in capolini, esternamente bianchi e internamente gialli. I frutti sono dei piccoli acheni ovoidali.

Il nome camomilla deriva dal latino camomilla, a sua volta derivato dal greco “khamaimelon” formato da “chamai” = piccolo, nano e da “melon” = mela; quindi “piccola mela” a ricordare il profumo di alcune varietà di mele. Matricaria invece deriverebbe dal latino “mater = madre” o da “matrix = utero” perché in tempi passati, si sosteneva che avesse un’azione benefica sulla muscolatura delle donne partorienti.

Ippocrate ne considera le sue proprietà ipnotiche e la ritiene utile per alleviare i dolori del parto. Il medico romano Castore Durante, nel XVI secolo, disse che la camomilla risolve vari problemi di digestione, mitiga i dolori, è antispasmodica nei dolori della vescica e dell’utero, dei reni e del ventre.
Il napoletano Donzelli, circa un secolo più tardi, scrive che l’acqua di camomilla provoca i mestrui, caccia il feto morto, mitiga i dolori dell’utero, astringe le gengive sanguinolenti, contempera le febbri, ed i dolori del capo ed il suo olio è quasi benedetto per i giovamenti che apporta e seda “quei dolori” che riguardano il sistema nervoso.

ResviparI primi che hanno cantato le lodi della camomilla furono gli Egizi che ebbero una grande considerazione per le sue virtù terapeutiche, in particolare le si attribuivano qualità febbrifughe, da dedicarla al dio sole. In Grecia era considerata un prezioso rimedio adatto a curare un’infinità di malanni e disturbi. Nel Medioevo e nel 1500 era indicata come antinevralgico e tonico ideale per combattere e far sparire la stanchezza fisica e l’indolenzimento generale. In pediatria è utilizzata moltissimo e considerata come la “prima medicina dei bambini”.

La camomilla è ricca di flavonoidi. La sua essenza è costituita dal camazulene, dall’alfa bisabololo, dagli ossidi del bisabololo  A, B, C, che risultano abbondanti nel disco giallo del fiore; quercetina, mucillagini, aminoacidi, terpeni e sostanze amare.

La sua assunzione è importante per le proprietà anti-infiammatorie ed antispastiche che esercita sull’apparato digerente, e queste unite a quella di conciliare il sonno, ne fanno un rimedio prezioso anche per l’infanzia. Spesso infatti sono proprio disturbi come le piccole coliche, così frequenti in tutti i bambini, ad impedire la qualità del sonno. Sempre per l’azione antinfiammatoria i preparati a base di camomilla vengono anche molto utilizzati per uso esterno, in modo particolare nei casi di lievi infiammazioni ed irritazioni cutanee (come alcune forme di dermatiti comuni) e della mucosa, comprese cavità orale e gengive ed il tratto respiratorio (inalazione). I composti responsabili dell’attività farmacologica della camomilla sono concentrati nel capolino.

E’ una pianta che è sempre stata riconosciuta per le sue proprietà

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tranquillanti e decongestionanti ma possiede altre note che sono sconosciute: ad esempio, un tempo si era soliti mettere dei fiori di camomilla sul pane spalmato d’aglio per renderlo digeribile. Si applicava sugli occhi in caso di congiuntivite, sfruttando le sue proprietà lenitive.

Le preparazioni più conosciute della camomilla sono svariate, le più comuni sono gli infusi che vengono impiegati per gli effetti sedativi che la pianta possiede, ma un utilizzo prolungato può portare ad una reazione opposta. Molte persone, che hanno fatto abusi di infusi o decotti di camomilla, difatti, non hanno più riscontrato questi effetti sedativi, bensì tonico- eccitanti. L’infuso tiepido, tramite impacchi è indicato per le infiammazioni cutanee, acne e foruncoli in genere, reumatismi, piccole contusioni, lesioni da scottature, dolori articolari e reumatici, arrossamento degli occhi, congiuntiviti e orzaioli, problemi del cuoio capelluto. L’infuso assunto come bevanda può essere invece usato contro infiammazioni della gola, gengiviti, disturbi pre/mestruali. Inoltre, le tisane a base di camomilla, hanno la capacità di eliminare i fastidiosi gas intestinali.

Note risultano le sue proprietà nutrizionali rispetto ai capelli e al cuoio capelluto; viene utilizzata anche per schiarirli, dato che con il tempo tendono a scurirsi. Per tali scopi si prepara un infuso di fiori di camomilla, lo si lascia raffreddare, lo si filtra e lo si applica sui capelli, subito dopo lo shampoo.

reflunox reflusso gastro esofageoUno studio condotto sui ratti ha indagato l’effetto dell’olio essenziale di camomilla sul prurito indotto. L’olio essenziale era dissolto in un solvente particolare e somministrato 2 ore prima dell’induzione del prurito. Si è visto che il preparato in questione riduceva in modo significativo il prurito, senza modificare l’attività motoria degli animali. Tale effetto era simile a quello di due noti anti-istaminici, l’oxatomide e la fexofenadina, e ne potenziava significativamente l’azione se usato in contemporanea ad essi.

 

CAMOMILLA MATRICARIA: dosi consigliate e controindicazioni

Le relative dosi di assunzione consigliate sono pari a: 3 grammi di capolini per tazza d’acqua bollente (infuso), 3-10 grammi di capolini per 100 ml di acqua bollente (infuso per uso esterno), 50 grammi di fiori di camomilla in 10 litri d’acqua (bagni), infuso al 3% per collirio, infuso al 20% come shampoo schiarente per capelli castani e per far risplendere quelli biondi.

Possono verificarsi reazioni allergiche da fotosensibilizzazione come dermatite da contatto nelle zone cutanee esposte alla luce solare. Si sconsiglia dunque l’utilizzo della camomilla in soggetti sensibili.

CAMOMILLA MATRICARIA: curiosità in cucina e ricette

In cucina, la camomilla viene usata per preparare liquori della tradizione “monastica” mediante infusione dei fiori per lungo periodo in alcool puro e pochissimo zucchero e la ritroviamo come aromatizzante nelle confetture, nei biscotti e chewingum.

Biscotti alla camomilla:

Ingredienti: 150 gr di burro, 150 gr di zucchero o stevia q.b.,  2 bustine di camomilla,1 tuorlo, 2 cucchiai da tavola di panna fresca, 300 gr di farina 00, un pizzico di sale.

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Preparazione: Preparate un infuso di camomilla e versatela in una ciotola, aggiungete il burro, lo zucchero ( o la stevia ) e mescolate, poi aggiungete anche il tuorlo sbattuto e la panna. Incorporate la farina ed il sale e continuate a lavorare fino ad ottenere un composto morbido. Stendetelo su un piano ed iniziate a tagliare i biscotti nella forma che preferite. Disponete i biscotti su carta da forno e fateli cuocere in forno a 180°C per 10-15 minuti. Lasciateli raffreddare su una griglia prima di mangiarli.

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