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GRIFFONIA SIMPLICIFOLIA: descrizione botanica, storia, curiosità, usi e benefici in fitoterapia

GRIFFONIA SIMPLICIFOLIA: descrizione botanica, storia, curiosità, usi e benefici in fitoterapia

griffonia_simplicifoliaLa griffonia simplicifolia è una pianta rampicante e legnosa che appartiene alla famiglia delle Leguminosae, originaria delle foreste dell’Africa centro-occidentale, diffusa soprattutto in Costa D’Avorio, Ghana e Togo. La pianta si presenta con un arbusto legnoso e maestoso, la cui altezza può arrivare fino a 3 metri; produce dei fiori verdi a calice con dei baccelli neri riuniti in infiorescenze a grappolo. I semi somigliano ai fagioli racchiusi in baccelli, essi hanno forma discoidale e assumono una colorazione rossiccia scura. Le foglie si presentano alterne e glabre.

Le parti della griffonia che vengono utilizzate in fitoterapia sono: la radice, il fusto, la corteccia, le foglie, i fiori ed i semi. Sono i semi nei baccelli della pianta che stiamo trattando, a contenere i principi attivi più importanti nella fiototerapia: una spiccata quantità del cosiddetto 5-HTP, vale a dire 5-idrossitriptofano, l’aminoacido precursore della serotonina che è l’ormone che agisce da stabilizzatore dell’appetito, del sonno e dell’umore. Gli altri componenti che lo seguono sono le vitamine, gli antiossidanti ed i sali minerali: alcaloidi, trigonellina, griffonina.

La griffonia simplicifolia viene ricordata e conosciuta anche con i sinonimi botanici di Bandeiraea simplicifolia, e simplicifolia schotia e viene chiamata anche “fagiolo africano”. I medici tradizionali del Ghana e della Costa d’Avorio hanno utilizzato la pianta per curare svariate patologie ed è stata riconosciuta la sua importanza, come ricostituente. Fu negli anni 80 che vari studiosi si interessarono della griffonia, anni in cui fu riconosciuta la sua efficacia nel trattamento dei disturbi mentali, come la depressione. Infatti, in quel periodo si iniziò ad utilizzare il triptofano sintetico contro l’insonnia ed i disturbi depressivi. Negli Stati Uniti, tuttavia, si verificarono dei casi di gravi reazioni nell’utilizzo di questo aminoacido di sintesi e per tale ragione fu vietato dall’FDA (Food and Drug Administration). Successivamente, venne alla luce che i problemi erano stati causati da sostanze estranee contaminanti contenute in una fornitura di triptofano di sintesi, ma il veto all’uso di integratori a base di triptofano sintetico rimase. Ciò spinse la ricerca a cercare e successivamente a trovare fonti naturali di questo aminoacido, alternative ai prodotti di sintesi. In tal modo si scoprirono le virtù della griffonia, che entrò prepotentemente a far parte del bagaglio della moderna fitoterapia occidentale. La tradizione africana utilizza da secoli la radice e la corteccia come stecca masticabile, la poltiglia che si ottiene dalla macerazione della corteccia per far cicatrizzare le ferite, anche le foglie per la loro guarigione, il suo succo per curare i vari disturbi renali, il decotto per alleviare sintomi come il vomito e come afrodisiaco.

Una curiosità che può risultarvi utile: tra i cibi più ricchi di triptofano possiamo trovare i vari prodotti caseari, ed i latticini; a seguire abbiamo le carni. Se tra i nostri lettori abbiamo dei vegetariani o vegani, consigliamo di non preoccuparsi, dato che anche il latte di soia e pure il derivato della stessa, il tofu, ne contiene; includiamo anche i legumi come le lenticchie, i ceci, i fagioli, semi oleosi e noci, cereali integrali e frutta varia,come la predominante banana.

Oggi l’utilizzo della griffonia simplicifolia ottiene buoni risultati oltre che per combattere la depressione e l’insonnia, anche per altre patologie come l’emicrania, la sindrome post-menopausa, fibromialgia. Negli stati di depressione lieve o moderata, negli stati d’ansia, riesce ad innalzare i livelli di serotonina e regolarizza il sonno-veglia. Per il controllo della fame nervosa, che in genere apporta spesso un desiderio irrefrenabile di carboidrati e zuccheri semplici, l’uso della griffonia è apparsa alquanto utile. In merito alla depressione, riportiamo degli studi scientifici, effettuati in pazienti affetti da depressione unipolare e bipolare. Con l’assunzione di 50-300 mg. di sostanza, per 2-4 settimane, per tre volte al dì, hanno mostrato una risposta clinica significativa. Si sono ottenuti dei risultati positivi per quanto riguarda il trattamento della depressione utilizzando dei precursori di alcuni neurotrasmettitori, quelli della serotonina e monitorando tramite PET (tomografia ad emissione di positroni) l’utilizzo di questi ultimi nel cervello umano. Alcuni studi ( in alcuni casi, effettuati in doppio cieco ) hanno confermato che con un minore rischio di reazioni avverse ed una maggiore tollerabilità alla sostanza, il 5-HTP esibisce dei risultati che si possono paragonare ai farmaci SSRI (inibitori selettivi del re-uptake della serotonina) abitualmente in uso, tra i quali la fluvoxamina, principio attivo di numerosi farmaci antidepressivi in uso. Una delle prime applicazioni terapeutiche accertate del 5-HTP, è stata eseguita su chi avesse problemi di insonnia; fin dai primi anni ’70, quando fu studiato per la sua capacità di migliorare la qualità del sonno incrementando la fase REM ed evitando frequenti risvegli notturni. Utilizzando la griffonia, si possono ottenere benefici anche per emicranie di origine nervosa e tensiva, come abbiamo accennato pocanzi. A tale proposito è da sottolineare che alcuni studi comparativi hanno confermato che il 5-HTP può essere considerato una valida alternativa al propranololo (farmaco betabloccante) che viene prescritto per la cura di alcune forme di emicrania. In alcuni studi si evidenzia  come l’uso di 5-HTP si è mostrato valido per ridurre le improvvise vampate di calore, tipiche sintomatologie legate a questo periodo che la donna attraversa. Per quanto riguarda la fibromialgia, possiamo dire che in un buon numero di pazienti trattati è stata riscontrata una netta diminuzione del senso di fatica, dolore, ansia e rigidità mattutina, tipici della malattia. Se accade che i medici prescrivono antidepressivi per cercare di innalzare i livelli di serotonina circolante nei malati di fibromialgia per curarne i sintomi, crediamo che sia opportuno considerare il rimedio naturale. Successivamente si è scoperto che la griffonia simplicifolia risulta essere efficace anche in caso di obesità. In gran parte degli studi effettuati infatti, si è notato che il suo effetto è quello di indurre i pazienti in esame, ad assumere meno calorie, come conseguenza diretta di un benessere generale dell’organismo. Sono stati frequenti i casi di perdita di peso che sono stati registrati, nei quali si è mostrato efficace il trattamento di 4 settimane  con uno spray a base di estratti di piante officinali tra le quali la pianta che stiamo trattando.

GRIFFONIA SIMPLICIFOLIA: dosi consigliate e controindicazioni

La dose che viene consigliata dagli esperti è di 100 milligrammi, suddivisa in due somministrazioni, una al mattino e l’altra alla sera, prima di andare a dormire. In genere si può iniziare anche con una dose di 50 milligrammi, per poi aumentarla gradualmente, osservando anche il parere del vostro medico.

La griffonia andrebbe sconsigliata a chi soffre di allergie o intolleranza alla molecola del 5-HTP, a chi è in gravidanza o allatta. Le controindicazioni evidenziate sono legate a disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, crampi), riduzione dell’appetito, dilatazione delle pupille,vista offuscata,perdita dei riflessi sensitivi. In casi gravi, quando vi è un sovradosaggio del principio attivo è possibile che si manifesti la sindrome serotoninergica, una pericolosissima situazione che se non curata in modo opportuno può condurre alla morte. Ciò può accadere con maggiore frequenza in soggetti che assumono farmaci che hanno lo scopo di elevare i livelli di serotonina come ad esempio: gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs), antidepressivi triciclici (amitriptilina, nortriptilina ecc) e gli inibitori delle monoaminossidasi (iMAO) come selegilina, tranilcipromina. Inoltre va evitato anche con i farmaci che agiscono come agonisti del recettore della serotonina come i triptani (sumatriptan, zolmitriptan).

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