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ANALISI CLINICHE: ACETILCOLINESTERASI

ANALISI CLINICHE: ACETILCOLINESTERASI

Cos’è: L’acetilcolinesterasi appartiene alla famiglie delle colinesterasi, enzimi deputati all’idrolisi dei vari esteri dell’acetilcolina. Solitamente è presente sulle membrane post-sinaptiche delle giunzioni colinergiche.

La reazione di idrolisi porta alla formazione di colina e acetato/acido acetico, distruggendo la molecola iniziale e intervenendo così nella regolazione dell’impulso nervoso proveniente dai neuroni colinergici.

Nel plasma, la colinesterasi più abbondante è nota con il nome di pseudocolinesterasi, proteina presente in diverse isoforme e concentrata anche nel fegato, che la produce, e nelle cellule gliali del sistema nervoso.

A livello eritrocitario (nei globuli rossi), nei muscoli, nelle strutture nervose e nella placenta, prevale invece l’acetilcolinesterasi, detta anche colinesterasi vera o acetilcolina idrolasi.

L’acetilcolinesterasi è in grado di degradare l’acetilcolina più rapidamente rispetto alla pseudocolinesterasi, ma mentre l’acetilcolinesterasi non idrolizza la succinilcolina, miorilassante somministrato dagli anestesisti, la pseudocolinesterasi la inattiva in pochi secondi. Di conseguenza, i pazienti con bassi livelli o con ridotta attività della pseudocolinesterasi possono essere soggetti ad apnea prolungata in seguito alla somministrazione di succinilcolina durante un intervento chirurgico.

Prescrizione esame: Il dosaggio della pseudocolinesterasi viene utilizzato per tre principali scopi:

  • valutare prima di un intervento chirurgico la risposta potenziale del paziente alla succinilcolina al fine di evitare apnee prolungate nei soggetti portatori di varianti dell’enzima o di basse concentrazione dell’enzima;
  • valutare una  sospetta intossicazione da pesticidi ( esteri fosforici);
  • valutare la funzionalità epatica.

La misurazione dell’attività della colinesterasi sierica è utilizzabile come indice della capacità sintetica del fegato, dato che i livelli di pseudocolinesterasi diminuiscono quando viene compromessa la capacità di sintesi epatica delle proteine, in maniera proporzionale al danno epatico. Livelli di colinesterasi plasmatica inferiori alla norma accompagnano anche le intossicazioni da composti organofosforici, usati nei pesticidi, e gli stati di grave malnutrizione. Si possono inoltre riscontrare nei soggetti in terapia con estrogeni e contraccettivi orali.

Valori di riferimento:

Donna: 3930 – 10800 UI/mL

Uomo: 4620 – 11500 UI/mL

Livelli elevati e fuori norma:

Un aumento della concentrazione plasmatica della pseudocolinesterasi può essere dovuto a diverse situazioni quali:

  • ipertiroidismo
  • diabete mellito
  • obesità
  • sindrome nefrosica
  • malattie cardiache congenite
  • morbo di Basedow
  • alcolismo
  • malattia di Gilbert
  • gravidanza
  • iperlipoproteinemia di tipo IV
  • sclerosi a placche

Un’accresciuta attività della colinesterasi però non ha rilevanza clinica.

Livelli bassi e fuori norma:

I valori diminuiscono in caso di epatite virale (grave infezione del fegato), cirrosi epatica (grave malattia del fegato caratterizzata dalla formazione di nodi duri), epatocarcinoma (tumore maligno del fegato).  Una diminuzione del 30-50% si ha nei casi di epatite acuta; in presenza di cirrosi avanzata e carcinoma con metastasi diffuse al fegato, la diminuzione è del 50-70%.

Una diminuzione della pseudocolinesterasi può essere dovuta a situazioni diverse dal danno epatico, quali:

  • infarto miocardico
  • infezioni acute
  • anemia
  • tossicosi e intossicazione da esteri fosforici
  • anestesia
  • assunzione di varie sostanze, tra le quali ricordiamo barbiturici, epinefrina, teofillina, atropina, morfina.

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