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CORBEZZOLO

CORBEZZOLO (ARBUTUS UNEDO L.): descrizione botanica, storia, curiosità, usi, benefici in fitoterapia

corbezzoloIl corbezzolo è una pianta appartenente alla famiglia delle Ericacea. E’ diffuso nelle regioni che presentano un clima mediterraneo e non solo. Lo si trova infatti anche alle Canarie, in Irlanda ed in Marocco, ma in Italia è presente in quasi tutte le regioni. Si tratta di una pianta arbustiva sempreverde che può divenire un albero e può arrivare a sfiorare i 10 metri di altezza. I rami si presentano pelosi e di un colore rossastro, mentre la corteccia del tronco è bruno-rossastro e le foglie ovali, di colore verde scuro, coriacee con i margini seghettati. I fiori sono bianchi, portati in grappoli e compaiono in autunno tra Ottobre e Novembre, quando maturano anche i frutti dell’anno precedente, diventando di un bel colore rosso aranciato. Così nella pianta si ritroveranno sia i fiori dell’annata in corso, sia i frutti derivati dai fiori dell’anno precedente. I frutti sono di forma sferica con la buccia ricoperta di tubercoli rossi e duri che donano al frutto una consistenza granulosa in bocca. La polpa si presenta di colore arancione dal sapore moderatamente dolce. Per la sua bellezza l’arbusto viene usato come pianta ornamentale e ne esistono anche dei tipi selezionati per tale scopo, alcuni presentano dei fiori rossi invece che bianchi. Quando i frutti sono maturi (risultano di un colore rosso intenso), contengono una quantità discreta di alcool. Si prestano alla preparazione di bevande, liquori e marmellate, e dai fiori si ricava un miele molto pregiato.

detosnel_2_pelle_a_buccia_d_aranciaAlla pianta viene ora attribuito il significato della stima, mentre i suoi fiori sono il simbolo dell’ospitalità. 

Alcuni dei tanti nomi dati al corbezzolo sono: marina, ceresa, albatro, ma il suo nome scientifico è Arbutus unedo (arbutus significa arbusto aspro, mentre unedo starebbe per uno-edo – cioè ne mangio uno solo). Si dice infatti, che alcuni letterati, come Plinio il Vecchio gli assegnò il nome unedo ad indicare anche lo scarso gusto del frutto. Virgilio indica la pianta con il nome “arbustus” (arbusto) e nell’Eneide ne parlava come un fiore che non poteva mancare sulla tomba dei defunti, Giovanni Pascoli compose un’ode lodando le sue caratteristiche. In tale poesia si fa riferimento al passo dell’Eneide in cui Pallante, ucciso da Turno, era stato adagiato su rami di corbezzolo; il poeta vide nei colori di questa pianta una prefigurazione della bandiera nazionale e considerò Pallante il primo martire della causa nazionale. Il corbezzolo fu destinato a diventare il simbolo del Risorgimento italiano. Gli antichi associavano la pianta alla dea Carna, la protettrice del benessere fisico che viene rappresentata con un ramo di corbezzolo tra le mani con cui la dea scacciava gli spiriti maligni. I Romani pensavano che possedesse dei poteri magici, difatti si dice che appendere in casa un ramo con tre frutti, porti fortuna.

Dal punto di vista delle proprietà benefiche del corbezzolo, la parte della pianta che spicca maggiormente è rappresentata dalle foglie. Le parti come le radici, i fiori e i frutti vengono caratterizzate per altre proprietà curative meno importanti. Le foglie del corbezzolo presentano dei principi attivi quali: l’arbutina, la geniposide, la monotropeina, un buon numero di tannini, steroli, resine e gomme. Nei frutti della pianta si trova il 10-20% di zuccheri quali, pectine, triterpeni, pigmenti, vitamine e flavonoidi.

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In fitoterapia si utilizzano le foglie e la radice del corbezzolo, esse sono dotate di proprietà antidiarroiche, astringenti e antinfiammatorie, soprattutto per il fegato, per le vie biliari e per l’intero apparato circolatorio. Grazie alla sinergia tra vitamine e antiossidanti riescono a ridurre l’aggregazione piastrinica e favoriscono la diminuzione della pressione arteriosa e dei rischi di danni alle coronarie. Bisogna anche considerare le sue proprietà antispasmodiche nei confronti dell’apparato digerente e delle vie biliari. Al miele di corbezzolo gli vengono riconosciute anche funzioni come quella diuretica, antisettica, balsamica e antispasmodica. Per l’arteriosclerosi si consiglia un buon decotto di radice di corbezzolo.

 

CORBEZZOLO (ARBUTUS UNEDO L.): dosi consigliate e controindicazioni

Il decotto di foglie di corbezzolo risulta essere utile contro la diarrea, affezioni reumatiche e disturbi circolatori, come flebiti e vene varicose. Viene preparato con 20 grammi di foglie di corbezzolo. Si pone in acqua fredda un cucchiaio di questo composto e si porta a ebollizione per 5 minuti in 2,5 dl di acqua. Poi si lascia in infusione per 10 minuti e si filtra. Ne vanno consumate 2 tazze al giorno.
La tintura madre di corbezzolo viene utilizzata contro le infezioni circolatorie e urogenitali, nel trattamento della prostatite, dato che i tannini hanno mostrato un’attività antibatterica e antisettica. Si prepara a partire dalle foglie fresche e se ne bevono 30-40 gocce al giorno con molta acqua, fino al miglioramento dei sintomi. La tintura madre di corbezzolo è inoltre un ottimo rimedio per purificare l’intestino, riattivare la circolazione e attenuare i dolori reumatici.
L’infuso di foglie previene le infezioni e fluidifica il sangue e viene impiegato per alleviare i disturbi d’origine infettiva. Si prepara versando 3 dl di acqua bollente su 10 grammi di foglie di corbezzolo. Esistono anche delle controindicazioni; difatti, un uso eccessivo dei decotti a base di foglie di corbezzolo può causare stitichezza, mentre il consumo di troppi frutti può provocare nausea, disturbi della digestione, uno stordimento simile all’ubriachezza e stitichezza come suggerito anche dall’origine del nome scientifico (“ar” in celtico vuol dire “acerbo, astringente” ).

 

CORBEZZOLO (ARBUTUS UNEDO L.): curiosità in cucina e ricette

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il corbezzolo in genere va consumato fresco in moderate quantità (i frutti contengono un alcaloide che può causare intolleranza in soggetti predisposti), ma ben si presta ad essere impiegato in cucina per numerosi scopi.

Oltre alle gustose ed originali marmellate, bevande, liquori, le gelatine o il miele di corbezzolo (ottimo da gustare con il formaggio), si presta  volentieri anche in piatti di carne come accompagnamento e contorno sottoforma di salse o preparati.

Infine, con il corbezzolo si può fare della frutta candita.

Adesso vi mostriamo la ricetta della marmellata di corbezzoli:

Marmellata di corbezzoli

Ingredienti: 1Kg di corbezzoli maturi, 350 gr. di zucchero di canna, 1 scorza di un limone, 1 bicchiere di acqua.

invecchiamento e antiossidantiPreparazione: Lavate velocemente i corbezzoli e cuoceteli a fuoco lento per 15 minuti circa. Setacciateli con un passino in modo da eliminare i semi. Con la purea ottenuta mescolate e aggiungete lo zucchero e se volete anche un pò di stevia, un bicchiere d’acqua e la buccia di limone tagliata a fettine, facendo attenzione ad eliminare la parte bianca del limone. Rimettete a cuocere sul fuoco lentamente, a fiamma bassa, mescolando spesso fino a far diventare il composto denso. Invasate la marmellata ottenuta ancora calda nei barattoli sterilizzati in precedenza. Lasciate raffreddare a coperchio aperto e chiudete ermeticamente. Potete conservare in luogo fresco ed asciutto come al solito.

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Antonio Marcoccio
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