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Sindrome del colon irritabile: cause, sintomi, cure e rimedi naturali

intestino2Colon irritabile: cause, sintomi, cure e rimedi naturali

Il colon e la sua funzione:

Il colon è il tratto terminale dell’apparato digerente, lungo circa un metro e mezzo e collega l’intestino tenue al retto e all’ano. La funzione principale che esso svolge è quella di assorbire l’acqua, le sostanze nutritive ed i sali minerali dal cibo parzialmente digerito proveniente dall’intestino tenue. Ogni giorno circa un litro di liquidi passa dall’intestino tenue al colon, mentre il volume contenuto nelle feci è di circa 150 ml. La differenza tra la quantità di fluidi che arrivano nel colon dall’intestino tenue e la quantità di feci è pari alla quantità di liquidi  che viene assorbita  dallo stesso. La contrazione dei muscoli del colon e il movimento dei liquidi contenuti nello stesso è controllata dagli ormoni e dagli impulsi nervosi dei muscoli del colon; queste contrazioni spostano i liquidi contenuti in esso  verso il retto, durante questo passaggio l’organismo assorbe l’acqua e le sostanze nutritive.

La sindrome del colon irritabile, cos’è?

La sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome in inglese), nota anche come colite spastica è un disturbo della funzionalità intestinale causato da contrazioni irregolari dell’intestino. In Italia tale patologia viene spesso indicata con terminologia non corretta; la sindrome è stata descritta con i termini più disparati e diversi, talora anche di estrazione popolare, tra cui ricordiamo: “colon spastico”, “colon nervoso”, “colon irritato”, “colite”, “colite nervosa”, “colon infiammato”, “colite spastica”, “colon irritabile”. La sindrome regredisce con l’emissione di feci o aria. Interessa maggiormente il sesso femminile, in media prima dei 35 anni di età. Alcune ipotesi scaturite dalla prevalenza del disturbo nelle donne, riguardano il ruolo che ricoprono gli ormoni. I ricercatori, infatti hanno scoperto che molte donne affette da IBS presentano i sintomi più gravi durante il periodo del ciclo mestruale, ciò sta a significare che gli ormoni riproduttivi sono in grado di far peggiorare quei disturbi dovuti alla sindrome del colon irritabile.

E’ una malattia benigna e nel tempo tende a migliorare. Si pensa che nell’insorgenza della malattia siano importanti alterazioni della motilità e specialmente disturbi nella connessione tra le cellule nervose dell’intestino e quelle del cervello, fenomeno conosciuto come ipersensibilità viscerale. Un terzo dei colon irritabili  compaiono dopo un episodio acuto di tossinfezione alimentare anche se il processo acuto si risolve può rimanere un colon irritabile.

Sintomatologie e cause del colon irritabile

I sintomi del colon irritabile sono diversi, non sempre si manifestano tutti insieme o con la stessa intensità, in ogni caso ecco una lista dei più comuni:

Crampi addominali che dal fianco sinistro si irradiano a tutta la pancia

Stitichezza alternata a diarrea

Presenza di muco nelle feci, chiaro segno di infiammazione in fase acuta

Meteorismo

Gonfiore addominale

Alitosi

Digestione lenta e laboriosa

Tra le concause vi è sicuramente un’alimentazione disordinata o ricca di cibi elaborati: dolci, alimenti grassi, spezie, bevande eccitanti.

Altri  disturbi spesso presenti sono meteorismo, flatulenza, tensione addominale, nausea, cefalea, astenia, depressione, ansia e difficoltà di concentrazione.

Per alcuni pazienti la sindrome del colon irritabile può risultare invalidante; si può arrivare a non poter più permettersi di lavorare, di far vita sociale, di fare viaggi, anche se di breve durata..

Il peggioramento dei sintomi della sindrome del colon irritabile può essere collegato a:

pasti abbondanti,

accumulo di gas nel colon,

assunzione di farmaci,

assunzione di grano, orzo, segale, cioccolata, latte e derivati o alcool,

assunzione di bevande contenenti caffeina, come ad esempio caffè, tè o cola,

situazioni di stress.

Gli studi dei ricercatori sul colon irritabile dicono:

Negli Stati Uniti il 20 % della popolazione adulta, ovvero una persona su cinque, presenta i sintomi del colon irritabile ed è un disturbo che viene diagnosticato dai medici con più frequenza.

Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che la sindrome del colon irritabile può essere scaturita da un’infezione batterica dell’apparato digerente: ricerche, infatti hanno dimostrato che quei pazienti affetti da gastroenterite possono essere colpiti dallasindrome del colon irritabile, altrimenti definita come  colon irritabile post-infettiva. In alcune persone che presentano i sintomi simili a quelli della sindrome, i ricercatori hanno riscontrato una forma lieve di celiachia. Sappiamo che le persone affette da celiachia non possono assumere alimenti  che contengono glutine,  non digeribile dal loro organismo e che possono danneggiare il loro intestino tenue se ingeriti; una sostanza che è contenuta nel grano, nella segale, nell’orzo, nel farro ecc.

Esami e diagnosi colon irritabile

Gli esami utili a diagnosticare la sindrome del colon irritabile sono:

1.        Antigliadina

Serve a controllare la presenza degli anticorpi che segnalano il morbo Celiaco (intolleranza al glutine). Può risultare più affidabile il test anti trans-glutaminasi anche se, per essere sicuri al 100%, è necessaria una biopsia allo stomaco.

2.       Breath test

Letteralmente: test dell’alito. Efficace per trovare l’Helicobacter Pylori e per misurare l’assorbimento degli zuccheri .

3.       CDSA

L’esame Funzione Intestinale (CDSA/P) valuta la funzione gastrointestinale (GI) nel suo complesso: digestione, assorbimento, flora enterica, microambiente del grande intestino, nonche’ la presenza di parassiti.

4.       Colonscopia

Senza dubbio una delle analisi piú antipatica. Non è affatto dolorosa. Provoca solo un po’ di comprensibile disagio. E’ utilissima per escludere cause organiche quali, ad esempio, diverticoli o tumori.

Colonscopia virtuale

La colonscopia virtuale  e’  una nuova tecnica non invasiva (risalente al 1994) per studiare il colon internamente , senza l’introduzione della fastidiosissima sonda endoscopica utilizzata per la colon scopia tradizionale.

Ecografia

Metodo per controllare sede, dimensioni e morfologia degli organi interni.

Esami delle feci

Opportuno per verificare la presenza di parassiti nocivi e/o di miceti (tra cui la Candida Albicans).

Manometria rettale

E’ un esame specialistico che valuta la pressione ed il funzionamento dello sfintere anale e la sensibilità dell’ampolla rettale.

Ormoni tiroidei

Attraverso i classici esami del sangue è possibile controllare il livello degli ormoni tiroidei per escludere  eventuali disfunzioni.

Tenue seriato

Esame simile al clisma opaco. In questo caso il liquido di contrasto (il bario) viene asunto per via orale.

Test alimentari

Opportuno per stabilire la presenza di allergie e/o intolleranze alimentari. E’ preferibile sottoporsi ai test I.B.A. (indagini bioematologiche alimentari) piuttosto che al Vega test.

Cure farmacologiche per il colon irritabile:

Data la molteplicità di fattori eziologici, i farmaci utili per la sindrome del colon irritabile sono mirati essenzialmente alla cura dei sintomi; sarà il medico a prescrivere il farmaco più adatto.

 Anticolinergici-antispastici: sono impiegati nel trattamento della sindrome del colon irritabile perché riducono la secrezione gastrica e la motilità intestinale, tipici sintomi del colon irritabile.

Atropina solfato: utile in caso di spasmo della muscolatura liscia. Generalmente, si somministra il farmaco per iniezione sottocutanea o intramuscolare alla posologia di 20 µg/kg (dose massima 600 µg).

Dicicloverina cloridrato: attività antimuscarinica meno marcata rispetto all’atropina solfato; il farmaco può esercitare anche un’azione diretta sulla muscolatura liscia. Per i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i due anni, somministrare 5-10 mg di principio attivo 3-4 volte al giorno, 15 minuti prima dei pasti. Per i bambini dai 2 ai 12 anni, è raccomandata l’assunzione di 10 mg tre volte al giorno. La durata della cura farmacologica dev’essere stabilita dal medico e dipende essenzialmente dalla gravità della sintomatologia.

Propantelina bromuro, Scopolamina molto indicata per dare sollievo sintomatico a disturbi gastrointestinali (spasmo della muscolatura liscia). Mebeverina e Alverina citrato

Antidepressivi triciclici:

Esercitano un’azione antidepressiva ed analgesica. È stato osservato che la sindrome del colon irritabile è direttamente correlata anche all’umore: i fattori psicogeni possono causare stitichezza o tensione intestinale. L’impiego di questi farmaci per brevi periodi e alla posologia prescritta dal medico è utile per migliorare l’umore e alleviare i sintomi dell’intestino irritabile.

Clomipramina: la posologia e la durata del trattamento con il farmaco devono essere stabiliti dal medico in base alla gravità del problema del paziente.

Procinetici

Serotoninergici: essendo antagonisti della serotonina, esercitano la propria azione a livello del sistema nervoso enterico.

Venlafaxina: consigliato per contrastare il dolore addominale causato da ansia e da cambiamenti dell’umore.

Alosetron (modulatori serotoninergici)

Antischiuma

Antibiotici (quando la causa responsabile dell’intestino irritabile è imputabile ad un’infezione)

Cure naturali per il colon irritabile

Anche nei rimedi naturali per il colon irritabile esistono approcci  che  mirano  a far  scomparire il sintomo, e approcci più curativi  cioè che mirano a risolvere veramente il problema. Un buon  rimedio è l’estratto fluido di Gramigna (Agrophyron repens), nella dose di 20 gocce, diluite in poca acqua, 2 volte al giorno, lontano dai pasti. Questa pianta è ricca di flavonoidi, sali minerali come ferro e potassio, vitamina A e vitamine del gruppo B.

Un preparato fitoterapico dalle notevoli proprietà sedative è l’Escholtzia.

Può essere utile Scleranthus, unito a una miscela che contenga anche Rescue Remedy, da prenderne 4 gocce direttamente sulla lingua 4 volte al giorno lontano dai  pasti.

L’olio essenziale di ginepro ad esempio agisce come tonico delle funzioni viscerali, del sistema nervoso, delle vie digestive ed eccitante generale delle secrezioni, depurativo e diuretico, favorisce l’escrezione dell’acido urico e delle tossine.

Anche l’olio essenziale di menta piperita svolge un’azione benefica sulle funzionalità dell’intestino.

Oltre alla menta piperita, anche l’aneto assume proprietà benefiche sui sintomi dell’intestino irritabile: la spezia dal gusto inconfondibile, molto usata nella cucina greca e turca, favorisce l’eliminazione dei gas intestinali e il gonfiore addominale che mette a disagio chi soffre del disturbo del colon irritabile. Sconsigliato in gravidanza e allattamento, è consigliato agli stressati che scaricano sul proprio apparato digerente tensione e ansia.

I preparati omeopatici  hanno lo scopo di attenuare le manifestazioni funzionali localizzate e ad agire a un livello più profondo, emozionale. Questi sono: Carbo vegetabilis 5 CH (5 granuli, 3 volte al giorno), consigliato in caso di gonfiore, tensione addominale, crampi e flatulenza. In caso di disturbi accompagnati a dolori, gonfiore e diarrea è utile China 9 CH (5 granuli, 1-3 volte al giorno). Colocynthis 9 CH (5 granuli, 1-3 volte al giorno) è indicata in caso di coliche, diarrea, frequenti emissioni di gas.

Un buon esercizio è quello di provare a farsi scivolare addosso l’ansia, non cedere alla sedentarietà e nemmeno a ritmi troppo frenetici che influiscono negativamente sul canale digerente.

Lo Psyllio è riconosciuto come rimedio efficace nel trattamento generico della stipsi, ma vi sono opinioni discordanti in merito alla sua utilità nel caso di colon irritabile. I risultati di alcuni studi individuali mostrano che l’assunzione della cuticola favorisce il transito intestinale e allevia alcuni sintomi da IBS quale il dolore addominale e la diarrea, migliorando lo stato di benessere dei soggetti. Gli effetti compaiono generalmente dopo quattro settimane di trattamento .

L’alternativa alle fibre solubili è costituita dai lassativi antrachinonici rappresentati dai preparati a base di senna, rabarbaro,frangula, aloe e cascara. Gli antrachinoni agiscono irritando le mucose del sistema gastrointestinale e causando la secrezione di acqua ed elettroliti nel lume intestinale , con conseguente stimolazione della motilità dell’intestino crasso. L’utilizzo cronico di tali rimedi andrebbe evitato, poiché può causare assuefazione, crampi addominali, malassorbimento e,a dosaggi elevati, eccessiva perdita di elettroliti.

Alcune ricerche cliniche mostrano che l’assunzione di specifici ceppi di Lactobacillus acidophilus, se assunti per periodi sufficientemente lunghi, può migliorare alcuni sintomi di disagio intestinale quali il dolore e il gonfiore addominale, la frequenza e la quantità delle evacuazioni. Contrastanti invece i risultati ottenuti con il ceppo di Lactobacillus plantarum 299v: mentre due studi clinici evidenziano che l’assunzione di una bevanda commerciale contenente tale microrganismo e in grado di ridurre significativamente, rispetto al placebo, il dolore addominale e la flatulenza, un terzo studio sviluppato impiegando lo stesso prodotto alimentare non ha riscontrato alcuno di questi benefici per la salute.

L’iberide è tra i principali ingredienti vegetali di alcuni prodotti presenti in commercio proposti per il trattamento dei sintomi del colon irritabile. Il suo effetto sembra quello di favorire la peristalsi intestinale agendo sulla frequenza e l’ampiezza dell’onda di propagazione che interessa il piccolo intestino. Non vi sono evidenze sperimentali certe circa la sua efficacia nel trattamento della sindrome del colon irritabile.

L’impiego della melatonina nel trattamento del colon irritabile si deve ad osservazioni sperimentali: poiché molti soggetti affetti da colon irritabile lamentavano anche insonnia, si è potuto verificare che l’assunzione di questa sostanza non solo migliorava la qualità del sonno, ma riduceva anche l’intensità  del dolore addominale avvertito dai soggetti.

L’Attività Fisica e psichica per la sindrome del colon irritabile

L’esercizio fisico è di grande aiuto, oltre che utile a raggiungere e controllare il peso-forma. L’attività fisica stimola la circolazione sanguigna e linfatica, migliora il metabolismo dei grassi e l’ossigenazione cellulare. Saranno utili quei movimenti che possono contribuire a tonificare la muscolatura addominale (passeggiate, salire le scale a piedi, andare in bicicletta e, se possibile, fare qualche esercizio specifico per i muscoli addominali).

L’ipnosi-terapia, ad esempio, grazie alle capacità di un terapeuta, realizza uno stato di rilassamento progressivo, grazie al quale il soggetto trae beneficio riducendo i sintomi dell’IBS. Una delle difficoltà legate all’ipnosi è la sua stretta dipendenza dal terapeuta, che dovrebbe essere competente ed informato circa i disordini funzionali gastrointestinali; inoltre, può essere un trattamento particolarmente costoso. Diversi studi hanno mostrato un sostanziale miglioramento a lungo termine dei sintomi gastrointestinali, così come l’ansia e la depressione, oltre al fatto che si diventa tolleranti al dolore, con miglioramento della qualità della vita.

 

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