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ESCOLZIA

ESCOLZIA

L’escolzia regola l’attività dell’epifisi e la secrezione della melatonina, ormone che riequilibria il ciclo sonno-veglia e rigenera il buon umore. L’escolzia è una pianta appartenente alla famiglia delle Papaveraceae, nota anche come Papavero della California. Prevalentemente diffusa nel nord America, arrivò in Europa grazie al botanico Johann Friedrich von Eschscholtz (da lì il nome). Viene utilizzata come pianta ornamentale, ma la parte aerea e le radici hanno proprietà officinali. In particolare l’attività sedativa e spamolitica di questa pianta la rende adatta a migliorare la qualità del sonno senza influenzare la vigilanza mentale. Nel suo habitat naturale viene utilizzata come alimento ma anche e soprattutto come pianta medicinale, in quanto vengono sfruttati così gli elementi fitoterapici come gli alcaloidi benzilisochinolinici e benzofenantridinici, tipo protopina, berberina,criptopina e chelidonina; i glucosidi flavonici, i fitosteroli e carotenoidi. La berberina possiede un’attività sedativa e diminuisce la peristalsi intestinale psicosomatica; la protopina ha un’azione antispasmodica,rilassante ed antibatterica; la criptopina ha un effetto calmante sul cuore ed, infine, la chelidonina ha diverse proprietà curative, come antidolorifico e antispasmodico per il tratto intestinale, antibiotico e antifungineo per il dotto biliare. Quindi gli alcaloidi agiscono sia sull’attività cardiaca, abbassandone la pressione; sia sul sistema nervoso centrale, riducendo l’attività dei neuroni della corteccia e determinando così rilassamento muscolare e favorendo il sonno. Infatti l’azione di questa pianta riduce il periodo dell’addormentamento e migliora la qualità del sonno, evitando risvegli improvvisi notturni e non causando stordimento al momento del risveglio, poiché tale effetto permane per circa 6 ore. Grazie alle proprietà antispasmodiche è utile per i crampi notturni in quanto i flavonoidi migliorano anche la microcircolazione. L’escolzia è usata anche in età pediatrica in caso di agitazione, nell’enuresi notturna e in caso di pertosse come calmante. E’ di aiuto anche nella gastrite, nella colite spastica e negli spasmi viscerali di origine psicosomatica. Da beneficio nell’alleviare le emicranie e può avere quindi un’azione antidolorifica generale legata a sedazione di origine nervosa centrale. Infatti gli Indiani d’America utilizzavano le foglie cotte contro le coliche biliari, intestinali e anche il mal di denti. 

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