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ANALISI CLINICHE: AMMONIEMIA

AMMONIEMIA (CONCENTRAZIONE EMATICA DELL’AMMONIACA)

Cos’è: L’ammoniemia indica la concentrazione dell’ammoniaca nel sangue. L’ammoniaca (NH3) è un composto tossico per l’organismo, soprattutto per il cervello, e solitamente si forma in relazione al metabolismo catabolico delle proteine, delle ammine e dal suo assorbimento a livello dell’intestino. Le proteine possono essere utilizzate come fattori glucogenici solo dopo deaminazione. Dunque gli aminoacidi privati del gruppo aminico (α chetoacido) possono essere utilizzati per la sintesi di glucosio, mentre il gruppo aminico viene trasferito all’α chetoglutarato, proveniente dal ciclo di Krebs, formando il glutammato. Quest’ultimo può essere deaminato nei mitocondri determinando la formazione di ammoniaca libera. L’ammoniaca successivamente può essere aggiunta all’α chetoglutarato per formare il glutammato o può essere incorporata nel glutammato per formare la glutammina oppure a livello epatico può entrare nel ciclo di formazione dell’urea ed essere eliminata con le urine. A livello renale l’ammoniaca può essere ottenuta dalla deaminazione della glutammina  e in questa sede viene protonata formando lo ione ammonio NH4+ che viene eliminato con le urine. In questo modo si genera un equilibrio acido-base dell’organismo, che , se fosse alterato, potrebbe causare diverse patologie, che colpiscono principalmente il fegato, il rene, il cuore ed il cervello.

Solitamente alcuni farmaci o una dieta iperproteica può aumentare la formazione di tali composti azotati; inoltre nei bambini e nei neonati valori elevati o alterati possono ricondurre a deficit enzimatici congeniti.

Prescrizione esame:  Valutazione di insufficienza epatica, encefalopatia epatica, sindrome di Reye, sanguinamento di varici esofagee, shunt porto-cavale, monitoraggio nella terapia con acido valproico.

Valori di riferimento:

Uomo-Donna: 0,1-0,8 mg/l

Valori elevati o fuori norma:

Elevate concentrazioni di ioni ammonio e/o ammoniaca nel sangue indicano un’ipeammoniemia. Tale condizione patologica può essere primaria, principalmente causata da mutazioni genetiche di enzimi coinvolti nel ciclo dell’urea a livello epatico; e secondaria, causata da insufficienza epatica, insufficienza renale, infezioni virali acute e/o effetti collaterali di alcuni farmaci, come barbiturici, acido valproico, isoniazide, furosemide ed analgesici. Nel caso, infatti, di cirrosi epatica o epatiti la funzionalità dell’organo è altamente compromessa e ciò si ripercuote sull’alterazione dell’equilibrio acido base dell’organismo.

Alti livelli ematici di ammoniaca sono comuni anche in severi sanguinamenti dello stomaco o dell’intestino, insufficienza cardiaca, ridotta perfusione epatica, difetti congeniti degli enzimi che intervengono nel ciclo dell’urea, leucemia acuta, alcalosi metabolica, sindrome di Reye, malattia emolitica del neonato.

I sintomi sono vomito, rifiuto della carne, atassia, letargia, ritardo mentale, disorientamento (che in casi estremi procede fino al coma e alla morte).

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